Una pesca particolare.

di Alessandro Arnone




Se a metà settimana ti arriva una telefonata di Konrad Wasik che ti chiede se nel

weekend, clima permettendo, ti va di andare con lui a vedere se si trova un po' di cibo

vivo, sposti ogni impegno e ti organizzi…anche se ti anticipa di portarti stivali alti di gomma

e doppi calzini pesanti che c’è da guadare e sporcarsi non solo le mani.

Dire che è stata un’esperienza affascinante e sorprendente è troppo poco.



Mi ha sorpreso in primis la biodiversità che riempie ogni piccolo specchio d’acqua e la

quantità enorme di invisibili vite che, nei “nostri habitat” urbani contribuiscono in maniera

essenziale a mantenere in vita gli ambienti stessi.

Abbiamo approfittato della giornata per creare, con l’indispensabile aiuto da casa per il

montaggio e la regia di Annamaria Sannazzaro, un piccolo reportage diviso in due parti,

con il quale Konrad mostra luoghi tipici ed ideali e descrive le tecniche migliori per

procurarsi cibo vivo a Km quasi 0.



La indubbia fatica è ripagata dalla soddisfazione e dal pensiero di offrire nel vero senso

della parola il miglior cibo possibile ai nostri pesci, quello prelevato in natura. Questo tipo

di alimentazione favorisce il benessere dei nostri animali e ne favorisce i comportamenti

riproduttivi, aumentando notevolmente anche il numero dei nuovi nati.

Konrad mi racconta ad esempio che, per le specie da lui allevate, tale alimentazione

comporta un incremento di uova deposte dai Corydoras (sottofamiglia dei Callictidi oggi

suddivisa in 7 diversi generi) anche del 400%, nel caso degli Xiphophorus circa del 300%.

Naturalmente la pratica non è in assoluto priva di rischi, visto che stiamo parlando di

specchi e corsi d’acqua naturali ed esposti ai patogeni ambientali. Ma, al di la della

considerazione che neanche i nostri acquari sono “sterili”, anzi…, bisogna sapere anche

come comportarsi una volta “catturati” gli organismi. Nei reportage sarà possibile

osservare anche i passaggi che dalla raccolta portano il cibo in vasca con il racconto dei

principali passaggi necessari.



Per chi volesse, prima o dopo la visione, saperne qualcosa in più sulla microfauna

presente nei video e nelle foto, di seguito un po' di schede con le principali informazioni

sulle specie osservate.

Parte I

https://youtu.be/bu9IPZ9zWzM


Parte II




Parte III








Tubiflex




I tubifex sono vermi acquatici appartenenti al genere *Tubifex*, una famiglia di anellidi

oligocheti. Questi vermi sono noti per la loro capacità di vivere in ambienti acquatici a

basso contenuto di ossigeno, come fiumi stagnanti, stagni, laghetti e acque dolci in

generale. Il loro habitat ideale include fondali fangosi e ricchi di materia organica in

decomposizione, dove si nutrono principalmente di detriti organici e particelle di fango.


Caratteristiche principali dei tubifex:


1. Aspetto fisico: I tubifex sono vermi sottili e lunghi, che possono raggiungere diverse

decine di centimetri di lunghezza. Hanno un corpo segmentato e una colorazione che può

variare dal rosso intenso al marrone o al trasparente, a seconda dell'ambiente e della

presenza di ossigeno.

2. Comportamento: Spesso, i tubifex si raggruppano in grandi masse visibili sulla

superficie del fango o nel fondo dell'acqua, dove formano delle strutture filamentose.

Quando vengono disturbati, tendono a ritirarsi rapidamente nel substrato.

3. Resistenza a condizioni di scarsa ossigenazione: Una delle caratteristiche più note

dei tubifex è la loro capacità di sopravvivere in ambienti con livelli di ossigeno molto bassi.

Questa loro adattabilità è dovuta a un meccanismo che permette loro di ottenere ossigeno

attraverso la pelle e anche grazie alla presenza di una specie di emoglobina che facilita

l'assorbimento di ossigeno.

4. Riproduzione: I tubifex si riproducono sessualmente e possono formare una sorta di

"nido" o "groviglio" in cui avviene la deposizione delle uova. Le uova si sviluppano nel

fango e danno origine a nuovi vermi.


Utilizzi dei tubifex:

- Come cibo per pesci e altri animali acquatici: Sono una fonte di cibo nutriente per pesci,

gamberi e altri animali acquatici, sia in acquari che in ambienti naturali. La loro elevata

capacità di moltiplicarsi in condizioni di scarsa ossigenazione li rende particolarmente utili

per acquari di pesci tropicali.

- Uso in acquacoltura: I tubifex sono anche impiegati in acquacoltura, dove vengono

utilizzati come cibo vivo per pesci giovani o per altri animali acquatici in allevamento.

- Purificazione dell'acqua: a causa della loro dieta, che si basa sulla decomposizione di

materia organica, possono anche svolgere un ruolo nell'aiutare a "ripulire" l'acqua,

consumando detriti organici e migliorando la qualità dell'ambiente acquatico.



Aspetti ecologici:

I tubifex giocano un ruolo ecologico importante nei loro habitat naturali. Sono

decompositori, contribuendo a rompere la materia organica e a riciclare i nutrienti nel loro

ecosistema, promuovendo la salute del fondale acquatico e la qualità dell'acqua.


Considerazioni per l'acquariofilia:

In un acquario, i tubifex possono essere un'aggiunta interessante, ma richiedono un

ambiente che rispecchi le condizioni di acqua stagnante o a bassa ossigenazione. Alcuni

acquariofili li usano anche come parte di un sistema di filtro naturale, poiché il loro

comportamento può contribuire a mantenere l'acqua pulita.




Copepodi


I copepodi sono un gruppo di crostacei microscopici che appartengono al phylum degli

Arthropoda e alla classe dei Copepoda. Sono tra gli organismi più abbondanti e

diversificati negli oceani, ma si trovano anche in acque dolci interne. Nonostante la loro

piccola dimensione, i copepodi giocano un ruolo fondamentale negli ecosistemi acquatici,

in particolare come parte della catena alimentare marina.

Cyclops

Il termine "cyclops" si riferisce a un genere di copepodi d'acqua dolce, ma spesso viene

utilizzato in senso più ampio per indicare i copepodi in generale, soprattutto in contesti

popolari o informali.



Caratteristiche dei Cyclops:

1. Dimensioni: La maggior parte dei copepodi è molto piccola, generalmente tra i 0,5 e i 2

millimetri di lunghezza, anche se alcune specie possono essere più grandi.

2. Struttura corporea: Il corpo di un copepode è suddiviso in tre regioni principali:

- Capo (dove si trovano antenne e occhi).

- Torace (con le zampe).

- Addome (che è privo di zampe, o con una forma ridotta).

3. Occhio singolo: La parola "Cyclops" deriva dal mito greco del ciclope, che aveva un

solo occhio al centro della fronte. In effetti, molti copepodi, inclusi quelli del genere

*Cyclops*, possiedono un occhio unico (un occhio composto) situato sulla parte superiore

della testa. Questo occhio è molto sviluppato e aiuta il copepode a orientarsi e a percepire

cambiamenti nell'ambiente circostante, come la presenza di predatori o cibo.

4. Antenne: I copepodi hanno antenne lunghe e delicate che utilizzano per nuotare e

rilevare segnali ambientali. Le antenne anteriori sono molto più lunghe di quelle posteriori

e sono fondamentali per il movimento e la locomozione, in quanto il loro battito permette al

copepode di muoversi rapidamente nell’acqua.

5. Alimentazione: I copepodi sono per lo più filtratori o carnivori. Molti si nutrono di

fitoplancton, alghe microscopiche o batteri, mentre altri predano zooplancton più piccoli o

piccoli organismi come larve di pesci. Alcune specie sono anche parassite di pesci e

invertebrati marini.

6. Riproduzione: I copepodi si riproducono sessualmente, con le femmine che

depongono uova che si sviluppano attraverso vari stadi larvali, fino a diventare adulti. La

riproduzione può avvenire per partenogenesi in alcuni ambienti, ma in generale la

riproduzione sessuata è la norma.

Comportamento: *Cyclops* è un predatore opportunista, che si nutre di piccoli organismi

planctonici. Il suo modo di nuotare, spesso caratterizzato da movimenti rapidi e improvvisi,

è uno degli aspetti più riconoscibili di questi animali.


Il genere *Cyclops* è uno dei più noti tra i copepodi, principalmente perché molte specie di

questo gruppo vivono in ambienti di acqua dolce e sono facilmente visibili attraverso un

microscopio. Alcune specie di *Cyclops* sono anche utilizzate in studi scientifici per

monitorare la qualità dell’acqua.

Ecologia:

I copepodi sono una parte cruciale delle reti trofiche acquatiche. Essi fungono da cibo per

numerosi organismi più grandi, tra cui pesci, balene, gamberi, molluschi e altri invertebrati

marini. La loro abbondanza e diversità li rendono essenziali per il bilancio ecologico degli

ecosistemi acquatici.

Inoltre, sono anche indicatori ecologici importanti: la loro presenza o assenza, così come

le loro variazioni stagionali, possono fornire informazioni sulla qualità dell'acqua e sui

cambiamenti ambientali.

I “Cyclops” sono tra gli organismi più studiati in acqua dolce. La loro abilità di adattarsi a

diversi ambienti li rende un gruppo biologico di grande interesse sia in ecologia che in

studi di biodiversità.



Chironomus


I Chironomus sono un genere di mosche appartenenti alla famiglia dei Chironomidae,

noti anche come chironomi o mosche di palude. Sebbene questi insetti assomigliano

superficialmente a zanzare, in realtà non appartengono alla stessa famiglia. I Chironomus

sono particolarmente interessanti per la loro ecologia, la loro capacità di adattarsi a vari

ambienti e il loro ruolo importante in ecosistemi acquatici.

Caratteristiche Generali

1. Aspetto: I chironomi adulti sono piccoli insetti alati, che spesso si trovano vicino a

specchi d'acqua, come stagni, laghi o paludi. Sono simili a piccole zanzare, ma non

pungono, poiché non sono dotati di apparato boccale per pungere. Le mosche di

Chironomus hanno un corpo snodato e ali lunghe e sottili. Gli adulti sono spesso di colore

grigiastro o brunastro.

2. Lunghezza: Gli adulti di Chironomus sono di dimensioni contenute, con una lunghezza

che può variare tra i 5 e i 15 millimetri, ma la loro forma è ben adattata a un ambiente

acquatico e umido.

3. Adulti: Gli adulti di Chironomus sono caratterizzati da un'apparenza simile alle zanzare,

con lunghe antenne e ali trasparenti. Non si nutrono di sangue, ma si alimentano

principalmente di nettare o non si nutrono affatto, vivendo solo per riprodursi.

4. Larve: Le larve di Chironomus sono particolarmente interessanti. Hanno un aspetto

cilindrico e sono spesso di colore bianco o rossastro. Vivono in ambienti acquatici,

principalmente nei fondali di laghi, fiumi e paludi, dove si nutrono di materia organica in

decomposizione, sedimenti e piante. Queste larve sono dotate di una respirazione

particolare: possono respirare attraverso una specie di "tuba" che esce dalla parte

terminale del loro corpo, che si estende fuori dall'acqua per raccogliere ossigeno.

Ciclo di Vita

Il ciclo di vita di Chironomus passa attraverso quattro fasi principali:

1. Uovo: Le femmine depongono le uova in gruppi che galleggiano sulla superficie

dell'acqua o si posano su substrati sommersi.

2. Larva: Le uova si schiudono in piccole larve che vivono nel fango o nel fondale

acquatico. Queste larve sono particolarmente note per la loro capacità di sopravvivere in

ambienti a basso contenuto di ossigeno, dove altri organismi non riescono a prosperare.

La larva di Chironomus si nutre di detriti organici, alghe e batteri presenti nell'acqua.

3. Pupa: Dopo alcune settimane, le larve si trasformano in pupe, che galleggiano

nell'acqua, pronti a emergere come adulti.

4. Adulto: Una volta completato il processo di pupazione, gli adulti emergono dall'acqua.

Gli adulti vivono solo per un periodo relativamente breve (di solito solo pochi giorni),

durante i quali si accoppiano e depongono le uova per dare inizio a un nuovo ciclo.

Ecologia e Ruolo Ambientale

Ruolo Ecologico: Le larve di Chironomus sono fondamentali per gli ecosistemi acquatici,

poiché contribuiscono al riciclo della materia organica. Nutrendo di detriti e sostanze in

decomposizione, aiutano a mantenere puliti i fondali acquatici. Inoltre, le larve di

Chironomus sono una fonte di cibo per numerosi predatori, tra cui pesci e invertebrati

acquatici.

Tolleranza a Bassi Livelli di Ossigeno: Le larve di Chironomus sono particolarmente

resistenti a condizioni di scarsa disponibilità di ossigeno, che le rendono uno degli

organismi più abbondanti in ambienti dove altri animali non sopravvivono. La loro capacità

di adattarsi a vari livelli di ossigeno nelle acque stagnanti li rende un indicatore ecologico

importante per monitorare la salute di ambienti acquatici.

Indicatori di Inquinamento: Poiché le larve di Chironomus possono sopravvivere in

ambienti con bassi livelli di ossigeno, la loro abbondanza in un dato ambiente può essere

un segnale di eutrofizzazione o inquinamento organico. La presenza e la densità delle

larve possono essere utilizzate per valutare la qualità dell'acqua, poiché un'elevata

concentrazione di Chironomus è spesso associata a livelli elevati di nutrienti e a una

scarsa qualità dell'acqua.

Predatori: Le larve sono una parte importante della dieta di molti predatori acquatici,

inclusi pesci, anfibi e altri invertebrati. Gli adulti, pur essendo brevi viventi, sono anch'essi

una risorsa alimentare per alcuni predatori aerei, come uccelli e altri insetti.

Uso nei Campi di Ricerca

Bioindicatori: A causa della loro sensibilità alle condizioni ambientali e alla qualità

dell'acqua, i chironomi sono spesso utilizzati in studi ecologici come bioindicatori. Ad

esempio, un'abbondanza anomala di queste larve potrebbe indicare un problema di

inquinamento o di alterazione del flusso di ossigeno in un ecosistema acquatico.

Studi sulla biodiversità: I chironomi sono anche utilizzati per studiare la biodiversità e la

salute degli ambienti acquatici. La diversità di specie di Chironomus in un dato corpo idrico

può fornire informazioni utili sul tipo di habitat e sulla qualità dell'acqua.

I Chironomus sono un gruppo affascinante di insetti che svolgono un ruolo vitale negli

ecosistemi acquatici. Sebbene spesso ignorati a causa della loro piccola dimensione e

della loro vita breve come adulti, le loro larve sono ecologicamente significative e aiutano

a mantenere l'equilibrio naturale degli ambienti acquatici, contribuendo al ciclo della

materia organica e servendo come risorsa alimentare per altri animali. Inoltre, sono utili

come indicatori ecologici, aiutando i ricercatori a monitorare la qualità dell'acqua e

l'inquinamento in vari habitat.


Le Daphnia


Le Daphnia (spesso chiamate anche "pulci d'acqua") sono un genere di piccoli crostacei

d'acqua dolce, appartenenti alla famiglia delle “Daphniidae” e al sottogruppo degli

“Arthropoda”. Questi organismi sono ben noti per la loro capacità di vivere in una vasta

gamma di ambienti acquatici, dai laghi e stagni a corsi d'acqua più lenti e paludi. Le

Daphnia sono di grande importanza ecologica, sia per il loro ruolo nelle reti trofiche

acquatiche, sia per la loro capacità di servire da **bioindicatori** della qualità dell'acqua.

Caratteristiche Generali

1. Dimensioni: Le Daphnia sono crostacei microscopici che di solito misurano tra i 0,2 e i

5 millimetri di lunghezza, anche se alcune specie possono raggiungere dimensioni

maggiori. Sono trasparenti o leggermente opache, il che le rende facilmente visibili sotto

un microscopio.


2. Struttura del corpo:

- Corpo: Le Daphnia hanno un corpo seghettato e compresso lateralmente, che le rende

facilmente riconoscibili. Il corpo è generalmente suddiviso in un **torace** con zampe e un

**addome**.

- Testa e occhi: La testa è protetta da un carapace (una sorta di guscio trasparente) che

non avvolge completamente il corpo, lasciando libere le appendici. L'aspetto caratteristico

della Daphnia è il grande **occhio semplice**, che è molto visibile e che la aiuta a

percepire i cambiamenti nell'ambiente.

- Antenne: Le Daphnia hanno lunghe antenne, che utilizzano per nuotare e per captare

segnali chimici nell'acqua. Le antenne posteriori sono particolarmente sviluppate e

funzionano come rudimenti di organi locomotori che le permettono di muoversi

rapidamente nell'acqua.

3. Alimentazione: Le Daphnia sono **filtratori** e si nutrono di **fitoplancton** (come le

alghe microscopiche) e altre particelle organiche sospese nell'acqua. Le loro antenne

anteriori sono usate per spingere l'acqua attraverso il loro corpo, dove i filtri, situati nelle

appendici toraciche, catturano il cibo.

4. Movimento: Le Daphnia nuotano in modo caratteristico, eseguendo movimenti di tipo

"a scatti" (battendo le antenne posteriori in rapidi colpi), che le aiutano a spostarsi

rapidamente nell'acqua. Quando sono disturbate o quando avvertono la presenza di

predatori, possono compiere movimenti improvvisi per fuggire.

Ciclo di Vita e Riproduzione

Il ciclo di vita delle Daphnia è caratterizzato da un'alternanza tra riproduzione sessuale e

asessuale. Questo processo le rende particolarmente adatte a sopravvivere in ambienti

instabili e soggetti a variazioni di temperatura e qualità dell'acqua.

1. Riproduzione asessuale (partenogenesi): Durante periodi favorevoli, come l'estate, le

Daphnia si riproducono principalmente per **partenogenesi**, una forma di riproduzione

asessuale che consente alle femmine di produrre uova non fecondate che si sviluppano

direttamente in nuovi individui. Questi nuovi esemplari sono femmine e possono produrre

a loro volta altre uova senza la necessità di un maschio. Questo processo porta a una

rapida proliferazione della popolazione.

2. Riproduzione sessuale: Quando le condizioni ambientali diventano sfavorevoli (ad

esempio, quando l'acqua si riscalda o si riduce l'ossigeno), le Daphnia avviano la

riproduzione sessuale. In questo caso, le femmine producono uova fecondate, che sono

più resistenti e possono sopravvivere anche durante l'inverno o durante periodi di scarsità

di cibo. Le uova vengono rilasciate in uno stato dormiente, pronto a schiudersi quando le

condizioni diventano più favorevoli.

3. Uova dormienti: Le uova prodotte sessualmente, conosciute come **uova dormienti**,

sono particolarmente resistenti. Possono rimanere in stato di quiescenza per lunghi

periodi, anche durante l'inverno, e schiudersi solo quando l'ambiente diventa favorevole

(ad esempio, quando le acque si riscaldano o l'acqua scorre di nuovo dopo una secca).


Ecologia e Ruolo Ambientale

1. Parte della catena alimentare: Le Daphnia sono una delle principali fonti di cibo per

molti predatori acquatici, tra cui piccoli pesci, gamberi, anfibi, e altri invertebrati acquatici.

A loro volta, le Daphnia consumano il fitoplancton, che a sua volta è composto da

organismi fotosintetici come le alghe. Pertanto, le Daphnia svolgono un ruolo cruciale nella

regolazione delle popolazioni di fitoplancton e nella trasferimento di energia lungo la

catena alimentare acquatica.

2. Bioindicatori della qualità dell'acqua: Le Daphnia sono organismi utili per monitorare

la qualità dell'acqua, poiché sono sensibili ai cambiamenti nell'ambiente. Le modifiche alla

temperatura, alla salinità, alla concentrazione di ossigeno disciolto e alla presenza di

inquinanti possono influenzare direttamente la loro riproduzione, la crescita e la

sopravvivenza. Alcune specie di Daphnia sono utilizzate in **test ecotossicologici** per

valutare la contaminazione delle acque da metalli pesanti, pesticidi e altre sostanze

chimiche tossiche.

Le Daphnia sono crostacei microscopici fondamentali per la salute degli ecosistemi

acquatici. Contribuiscono al bilancio trofico degli ambienti acquatici, agendo come filtratori

di particelle organiche e come fonte di cibo per molti organismi più grandi. Sono proprio le

loro capacità di adattarsi rapidamente a cambiamenti ambientali e la loro sensibilità alla

qualità dell'acqua le rendono preziosi indicatori ecologici.

3. Eutrofizzazione: Le Daphnia sono anche importanti per comprendere i processi di

**eutrofizzazione** nei corpi idrici. L'eutrofizzazione è un processo che porta alla crescita

eccessiva di alghe a causa dell'alta concentrazione di nutrienti come il fosforo e l'azoto. Le

Daphnia aiutano a contenere la crescita del fitoplancton (soprattutto delle alghe), agendo

come "filtri naturali" ma in condizioni di eutrofizzazione estrema, possono morire o essere

ridotte in numero, il che contribuisce a un peggioramento della qualità dell'acqua.


Allevamento e uso in Ricerca

Le Daphnia sono ampiamente utilizzate in laboratorio per studi ecologici e tossicologici,

nonché per ricerche sul comportamento animale, sulla biologia evolutiva e sulla fisiologia.

A causa della loro rapida riproduzione, della facilità di allevamento e della loro sensibilità

ai cambiamenti ambientali, sono modelli ideali per studi in ecologia acquatica.

Inoltre, le Daphnia magna, una delle specie più grandi di Daphnia, è spesso utilizzata negli

esperimenti di laboratorio per testare la tossicità di sostanze chimiche e per la valutazione

 dell'inquinamento idrico.


©Testo e foto dell’ autore dell’ articolo - Anno 2024


Photo credit web: qualora l’ autore riconosca in alcune delle foto pubblicate nell’ articolo alcune sue immagini che vuole rimuovere è sufficiente contattare l' autore per richiederne la rimozione. 

"Mi sono appassionato a questo bellissimo hobby giovanissimo; ebbi la fortuna di incontrare un bravo "mentore" che mi fece partire dalla costruzione del mio primo acquario. Vetro recuperato da una vetrina di un negozio, punta di diamante, silicone e tanta pazienza, oltre alle basi che acquisivo in ogni momento passato insieme.

Sono passati oltre 40 anni e la mia passione non mi ha mai abbandonato.
Ho allevato e riprodotto diverse specie nel corso degli anni, con particolare dedizione per i Ciclidi sudamericani.

Negli ultimi anni mi sto dedicando principalmente all'allevamento dei cd. nanofish e allo sviluppo ottimale della flora in acquario."


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