PRIMA DI RIEMPIRE UN ACQUARIO - Per chi comincia...o vorrebbe ricominciare
di Alessandro
Arnone
Chi entra nel fantastico mondo
dell'acquariofilia, non sempre riesce ad apprezzare da subito le meraviglie che
riserva.
Si può cominciare con un pesce rosso
vinto in fiera...o ancora, entrando in un negozio perché tuo figlio ti ha
chiesto il cane, ma a te non va di portarlo fuori e quindi "viri" su
due pesciolini colorati e una vaschetta da 10 litri...o appassionandosi, come
successe a me tanti anni fa ad esempio, con un amico di famiglia che aveva acquari bellissimi e tante
competenze...ma che, prima di farmi riempire una vasca, me la fece costruire da zero
per "valutare" passione e determinazione ad imparare, visto che avrei dovuto gestire l'esistenza di esseri viventi. Ma questo accade più raramente.
Spesso quindi, senza una guida
adeguata e la giusta informazione, il rischio è quello di partire con il
"piede sbagliato": con vasche troppo piccole (più difficili da
gestire delle grandi, a differenza di quanto pensa un neofita), senza curarsi
di habitat, valori chimici, fase di maturazione, ospiti idonei, convivenze, numero
di esemplari...
Un acquario così diventa a medio termine una fucina di problemi che porta la maggior parte di chi comincia ad abbandonare questo bellissimo hobby.
Quali sono quindi i "passi"
da compiere prima di riempire di acqua una vasca?
1) leggiamo e studiamo il più possibile tutto quello che
riguarda le basi: ciclo dell'azoto e quindi maturazione di filtro e vasca nel suo complesso, chimica dell'acqua (indispensabile avere test a reagente di buona qualità) e
rapporto tra i diversi elementi in essa presenti, i materiali più idonei per
allestire fondo e vasca...
2) a seconda dello spazio a disposizione, scegliamo l'acquario più grande possibile, per quanto detto prima. Non dovrà comunque mai
essere meno capiente di 25/30 litri se si sceglie di allestire un caridinaio, o
una vasca dedicata ad un Betta o a microfish.
Ma, se si desidera il
"classico" acquario di comunità, sarà meglio partire con almeno 50/60
litri...se si può anche 100 litri. Insomma, più grande è la vasca meglio è: ci
sarà sicuramente più scelta di habitat ed ospiti, ma soprattutto meno
difficoltà nella gestione generale.
3) in base al litraggio (oltre alla lunghezza della
vasca, conterà anche l'altezza della colonna d'acqua), scegliamo la specie che
ci piace di più ed alla quale vogliamo dedicare l'acquario, guardando tanti
video e leggendo tante schede che la descrivono, cercando consigli ed
ispirazione da altri utenti più esperti di noi.
4) una volta comprese le esigenze dell'ospite in termini
di valori chimici, temperatura, arredamento, flusso dell’acqua… (un acquario
non si fa a nostro gusto totale, ma rispettando l'habitat "ideale" di
chi ci vive), si studiano le possibili convivenze, sempre con i criteri del
precedente punto e valutando fattori ulteriori come la competizione alimentare
e le “zone di nuoto (fondo, colonna, superficie).
5) Sempre cercando spunti ed ispirazione da chi ha già
esperienza, tra video e gruppi, si allestisce l’acquario con pazienza.
Dire "ricreo" l'habitat è
comunque fondamentalmente sbagliato, perchè in natura le condizioni mutano
anche di molto con le stagioni. Ma il nostro obiettivo dovrebbe essere quello
di cercare le condizioni migliori possibili, per arredamento, chimica,
temperature...
6) andiamo sul sito del nostro comune e cerchiamo la
composizione chimica dell'acqua della nostra rete.
Potrà essere necessario, a seconda
dei risultati e delle specie che si sceglieranno, miscelarla o sostituirla con
acqua osmotica, nel secondo caso ricostruita con appositi sali.
7) inseriamo fondo, arredi, piante (più possibile e,
specialmente nella prima fase di vita dell’acquario, a crescita “rapida”),
assicuriamoci che il filtro abbia il giusto equilibrio tra materiali biologici
e meccanici (eliminando i carboni attivi sempre presenti nei nuovi filtri, ma
utili solo in specifici casi). E’ consigliabile utilizzare un filtro
“sovradimensionato” che possa ospitare molto materiale biologico.
Inseriremo l'acqua e finalmente....eh
no, non possiamo ancora inserire i nostri nuovi futuri amici...ora inizia la
fase di maturazione...al buio, con luce, con piante, senza piante....ci sono
tanti modi per far partire una vasca. Tutte portano, a prescindere, all'avvio
del ciclo dell'azoto. Questo può avvenire, in via naturale, a partire dal 21°
giorno, ma può avvenire anche dopo 30, 40 giorni e/o non essere mai rilevato
perché molto graduale. Ogni vasca matura nei suoi tempi. Non c'è un calendario.
Personalmente consiglierei ad un
neofita di seguire un metodo “naturale”, per comprendere al meglio le “basi”
che determineranno la vita futura nella sua vasca; ad esempio dal “ciclo
dell’azoto” ai corretti “valori chimici”, che dovrà pensare in ragione di
specifiche flora e fauna che andrà ad ospitare.
Con questo metodo in genere è
prevista l’aggiunta di qualche pizzico di cibo per agevolare il processo; al
massimo, non indispensabili ma certamente di aiuto in fase iniziale, attivatori
batterici e batteri vivi.
Altri metodi altrettanto efficaci con
alcune precauzioni, ma meno “educativi” per l’acquariofilo inesperto, prevedono
una partenza più rapida del ciclo dell’azoto. L'inserimento di piante a
crescita rapida, l'introduzione controllata di ammoniaca, l’inserimento di
materiale filtrante prelevato da acquari già maturi rappresentano alcuni esempi
di tali metodi.
Durante il primo mese, seguendo una
maturazione naturale, non dovrebbe essere necessario intervenire con fondi
inerti.
Magari sarà utile osservare le
“evoluzioni” ed “allenarsi”, senza esagerare” ad effettuare qualche test per
analizzare l'acqua per determinare se e come correggerne i parametri.
Quest’ultimo passaggio sarà, a prescindere, fondamentale prima di introdurre
ospiti.
Acquario di recente avvio con fondo
misto, inerte e allofano nella parte posteriore (foto Mario Mandici)
Abbiamo studiato e scelto 3 specie ad
esempio? Valuteremo quale sarà in caso di inserire per prima, sia per non
appesantire da subito con troppo carico organico vasca e filtro ancora molto
giovani, sia per consentire un corretto adattamento alle varie specie.
9) all'inizio, già in fase di maturazione, appariranno segnali che potranno spaventare un acquariofilo poco esperto, muffe e formazioni batteriche sui legni, diatomee, lumache...non entriamo nel panico inserendo in vasca inutili e costosi prodotti che mascherano solo i problemi rimandandoli.
Chiedere sempre consigli PRIMA di
agire, anche perché spesso non sarà necessario fare nulla, solo attendere ed
osservare.
10) settimanalmente effettuiamo la manutenzione: cambi
dal 10 al 20%, a seconda della tipologia di vasca e dei risultati dei test
precedenti, eliminazione di eventuali materiali organici in decomposizione
(sifonando e/o manualmente); dopo un paio di giorni dal cambio, può essere
utile effettuare analisi con test a reagente per determinare il mantenimento
dei giusti valori.
Se una vasca è ben gestita, non sarà
necessario aggiungere alcun prodotto chimico correttivo. A parte un buon
biocondizionatore se si usa acqua di rubinetto decantata.
11) Per quanto riguarda l’illuminazione, personalmente
parto con piante e luce (da 4h ad incrementare fino ad 8). Quest’ultima, a
seconda delle piante introdotte e dell’altezza della colonna d’acqua dovrà
provvedere a fornire uno spettro cromatico ed una capacità di penetrazione
nella colonna d’acqua efficaci.
12) fertilizzazione. Partiamo dal presupposto che non
basta leggere le indicazioni del produttore, spesso anzi errate in eccesso.
Ogni acquario consumerà i nutrienti
in misura diversa, in funzione di diversi fattori: piante, valori chimici,
equilibrio corretto dei vari micro e macro elementi, luce....
Anche qui sarà necessario studio e acquisizione almeno delle conoscenze fondamentali. Anche attraverso le competenze di altri a cui non dispiace condividerle.
In particolare, saranno da approfondire le conoscenze relative ai nutrienti ed al loro rapporto con i paramenti chimici presenti in acquario:
“legge di Liebig, o “legge del minimo”,
rapporto Redfield tra No3 e Po4, rapporto che lega dKh e pH (“effetto tampone”)
rappresentano alcuni esempi di argomenti imprescindibili per capire come
comportarsi.
Molto utile l’inserimento in vasca di un impianto per disciogliere Co2 in acqua, elemento indispensabile per lo sviluppo e la crescita delle piante. che, se mantenute in forma immersa, beneficeranno enormemente di questa aggiunta. Da considerare infatti che in natura la vegetazione normalmente emerge dall’acqua accedendo direttamente alla Co2 presente nell’atmosfera.
Sembra tutto complicato?
Assolutamente non lo è, basta solo
prendere la giusta direzione prima possibile e selezionare con cura le fonti di
informazione/formazione che ci accompagneranno in questo bellissimo percorso.
Per ulteriori approfondimenti su
specifici argomenti qui trattati in linea generale ed al solo scopo di
indirizzare ad un approccio “consapevole” chi si avvicina a questo hobby,
consiglio di leggere gli articoli "specifici" curati da Mario Mandici nel nostro
blog e nel gruppo facebook.
https://acquasocial24.blogspot.com/
https://www.facebook.com/groups/3773372269584296/
La redistribuzione e la pubblicazione dei contenuti e immagini è consentita previo consenso
dell´autore.
Esempio di allestimento con fondo inerte (sabbia fine) e roccia lavica
©Testo e foto dell’ autore dell’ articolo - Anno 2024
"Mi sono appassionato a questo bellissimo hobby giovanissimo; ebbi la fortuna di incontrare un bravo "mentore" che mi fece partire dalla costruzione del mio primo acquario. Vetro recuperato da una vetrina di un negozio, punta di diamante, silicone e tanta pazienza, oltre alle basi che acquisivo in ogni momento passato insieme.
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