Iriatherina werneri

 




-Di Annamaria Sannazzaro 

In un fantastico viaggio con la mente, ci si può ritrovare circondati da fitte foreste, ed una umidità asfissiante che rende difficile il respiro: ogni boccata d’aria è una fiammata di umido calore, e anziché apportare beneficio, fa ardere i polmoni ancora di più. Ci sono fiumi da guadare, non c’è neanche l’ombra di un ponte. Strade fangose in cui si scivola ad ogni passo. Salite e discese ripide ed impervie.

La natura regna incontrastata: i fiumi, in alcuni tratti impetuosi, in altri più tranquilli. Le paludi, specchi d’acqua ferma, circondate da vegetazione intricata.

Si fa fatica a pensare che in posti a noi così ostili possano vivere placidamente altre forme di vita. Si tende a misurare il mondo in base alla nostra percezione di esso.

Ma la nostra percezione spesso ci inganna, è solo nostra, ed è così che ci ritroviamo meravigliati ed estasiati al cospetto di madre natura. E’, anzi, dove noi esseri umani arriviamo meno, che si trovano le meraviglie più grandi.

Ebbene, negli specchi d’acqua paludosi e stagnanti a Irian Jaya, ovvero l’altra Papua (Nuova Guinea), sono stati trovati per la prima volta, e classificati, dei piccoli pesci a dir poco straordinari: Iriatherina werneri.



Questo non è, a dir la verità, l’unico habitat conosciuto: col passare del tempo, Iriatherina werneri, anche detta Threadfin o Featherfin, è stata trovata anche nel sistema del Jardine River, nell’estremo nord della penisola di Cape York. Ma anche nel Fly River, nel bacino dell’Edward River, nella parte occidentale della penisola, nelle paludi di Arafura, e nel Territorio del Nord.




Li si trova ad una profondità che varia da 0,5 a 1,25 metri, in piccoli banchi in cui femmine e giovani sono accompagnati, quasi circondati, dai maschi adulti.

Dal corpo oblungo e schiacciato, argenteo, con leggere striature scure, i loro colori in natura sono ben lontani da quelli che mostrano poi in acquario: persino le femmine, hanno stupendi riflessi verdi, con le pinne gialle e la caudale di un arancione chiaro.

Alcuni maschi mostrano delle strisce verticali viola sul corpo, con pinne dal colore particolarmente intenso.

Le dimensioni massime sono di 3cm per le femmine e 4cm per i maschi. L’aspettativa di vita è di 2-3 anni.

Si adattano comunque bene alle condizioni di un acquario: una vasca da almeno 60 litri, con qualche roccia e fittamente piantumato nella parte posteriore. Acqua ferma, qualche pianta galleggiante e muschio; un pH tra 6.5 e 7.5, una conducibilità tra 50 e 200 ppm ( quindi acqua molto tenera) e temperatura tra i 23°C ed i 30°C.

Sono piccoli pesci gregari e timidi, quindi è consigliato per loro un acquario dedicato. Al massimo, potrebbero convivere bene con altri piccoli pesci pacifici, proveniente dalla stessa area, ossia Pseudomugil gertrudae.

La dieta non è un problema, accettano ovviamente cibo vivo e congelato, ma anche secco. Per condizionare la coppia per la riproduzione, tuttavia, è altamente consigliato il cibo vivo ( larve di mosca, daphnia, artemia).

Si riproducono facilmente, deponendo le uova sulle foglie, nel muschio o sui classici mop. Più difficoltoso è l’accrescimento degli avannotti, per le loro dimensioni davvero minuscole.

Da esperienze di allevamento pervenute tramite soci ANGFA, sembra che gli avannotti preferiscano, nei primi periodi, una alimentazione a base di alghe: quelle che trovano sui vetri o tra le piante, per cui sarebbe bene avere una vasca con buona presenza di alghe sulle rocce, sul fondo limo dovuto alla decomposizione di foglie.

A patto che gli adulti siano ben nutriti, gli avannotti possono essere lasciati in vasca.

Dopo un primo periodo di alimentazione a base vegetale, si può iniziare a somministrare parameci, e raggiunti gli 8mm di lunghezza, anche del granulato polverizzato a base vegetale.

Per chi fosse interessato a riprodurre un habitat simile a quello in cui questi spettacolari pesci vivono, le piante che si trovano sono la Vallisneria gigantea, Aponogeton, Najas, ninfee di diversi tipi, Eriocaulon setaceum.

Nel link, un acquario che riproduce il biotopo di I. werneri

https://www.youtube.com/watch?v=ccUsiAJGqm8


BIBLIOGRAFIA:

https://rainbowfish.angfaqld.org.au/Werneri.htm

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IRIATHERINA WERNERI-aquarium observations (by Adrian R. Tappin), FISHES OF SAHUL VOL2 N.3 ( gennaio-marzo 1985

 


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